BOLOGNA FC 1909
BFC - IL GIORNALE DEL TIFOSO ROSSOBLU

L'OPINIONE
BOLOGNA CALCIO: Un Centenario da brividi
Il racconto di una serata indimenticabile
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Che brividi, ragazzi. Cent'anni, ma ci pensate?
E' passato un secolo da quei ragazzetti "chi currevan drì a una bala" ai prati di Caprara. Quante storie! Non basterebbe un'enciclopedia per raccontarle tutte, ma la passione è sempre la stessa, lo stesso ardore che spinse Emilio Arnstein a costituire il Bologna Foot Ball Club il 3 ottobre dell'anno 1909.
Colori della maglia: il rosso e il blu.

I "vcet ed Bulaggna", i centenari, li hanno visti quasi tutti, almeno a partire dallo "squadrone che tremare il mondo fa", quello che negli anni '30 vinceva gli scudetti a raffica, quello di Schiavio, Monzeglio, Sansone, Fedullo e Reguzzoni.
Poi ci sono i "ragazzi del '64" che, anche se molti di noi non li hanno mai visti giocare, ormai li hanno talmente celebrati e raccontati che ci sembra quasi di conoscerli uno ad uno di persona. Da Negri a Janich, da Fogli a Perani, da Haller a Nielsen, da Pascutti a Bulgarelli. Già, Giacomino, quanto ci manchi in questa festa…
Per noi "giovani di una volta" i ricordi si fermano a Roversi e Cresci, a Savoldi e a Paris, ma poi sotto le due torri sono passati grandi personaggi che hanno segnato indelebilmente le nostre menti e la storia di questa squadra. Come dimenticarsi delle funamboliche giocate del bimbo Mancini, del calcio-champagne di Gigi Maifredi con Poli, Pecci, il mitico Villa e i suoi ragazzi dell'Ospitaletto? E c'è forse qualcuno che non rimpiange la cooperativa del gol di mister Ulivieri (Doni, Olivares, Bresciani in serie B, Nervo Andersson, Kolyvanon in serie A)? E come si fa a non ricordare le coppe giocate per tre anni di fila e la semifinale di Uefa rubata dal Marsiglia con Carlo Mazzone in panchina e in attacco il folletto Signori? E i tre gol rifilati all'Inter e altrettanti alla Juve dal Bologna di Guidolin e dei suoi 52 punti chi se li scorda? Ah, quasi quasi mi dimenticavo che in mezzo è passato di qua un certo Robi Baggio, pallone d'oro, 22 gol in una stagione e in quell'anno 25.000 abbonati solo per lui.
Vogliamo parlare dei presidenti? Da Dall'Ara a Conti, da Fabbretti ai "Casilliani", da Corioni a Gazzoni, da Cazzola a Menarini. E' davvero tanta roba, un patrimonio da consacrare in modo degno. E così è stato.

La grande festa è partita nel primo pomeriggio di venerdì 2 ottobre, ma chi sta dietro le quinte ci lavorava da mesi, e a loro bisogna dire grazie, un grazie grande e di cuore.
Lentamente il Dall'Ara ha cominciato ad occupare le sue caselle vuote, prima in tribuna e poi in curva, mentre le glorie vecchie e nuove del Bologna trovavano spazio al centro dello spazio vip, tra un abbraccio e l'altro, un mix di campioni e gregari che hanno segnato cento anni di storia rossoblu.
Vedere uno di fianco all'altro Baggio e Signori, Savoldi e Perani, Cervellati e Pivatelli, Fogli e Pascutti, Andersson e Kolyvanov, Villa e Paramatti, è uno spettacolo che riempie il cuore.
E un pensiero va a chi purtroppo doveva esserci e invece non c'è più, da "Anzlein" Schiavio a Bulgarelli, dal presidentissimo Dall'Ara a Raffaele Sansone -l'uruguaiano più bolognese che ci fosse- da Roversi a Fiorini, per finire ai giovanissimi Campione e Niccolò Galli.

Gianni Morandi fa da padrone di casa chiamando a raccolta al suo fianco tutti gli ex rossoblu con ritmo incalzante, e poi tutti di corsa sotto la curva a prendersi gli applausi del popolo del tifo. Inevitabili i siparietti sul palco tra Baggio e Ulivieri, sicuramente l'allenatore più amato dell'ultimo ventennio, anche per bocca di tutti i "suoi" giocatori. E che effetto ascoltare Carlo Nervo mentre racconta a Fabrizio Frizzi e Sabrina Orlandi che ora è sindaco del suo paese, lui che per tirargli fuori una parola devi puntargli addosso un fucile. Chissà che silenzio durante i consigli comunali! Sono quasi centocinquanta i rossoblu chiamati sul palco a festeggiare, e ognuno avrebbe la sua storia da raccontare, peccato che il tempo stringa e la mezzanotte si avvicini ad ampie falcate.

L'emozione corre a doppio filo tra la tribuna e la curva, dove i cori la fanno da padrone:

Oooh, Marronaro, Marro Marro Marro Marronaro gol….
Igor Kolivanov, lalalallallà, Igor Kolivanov, laaaa lalalalallla….
Sai -chi è-quel calciatore che-, gioca -a calcio- meglio di Pelè: Villa, Renato Villa
Dalla Svezia è arrivato il nostro goleador, Andersson, Andersson, Kennet Andersson
Gioca bene, gioca male, Paramatti in nazionale, gioca bene gioca male Paramatti in nazionale….
Ro-ber-to Baggio, lalalalla là, Roberto Baggio…
Prendi il palo, la traversa, Beppe-Gol, Beppe-Gol, tira giù la porta, tira giù la porta, facci un gol
Un capitano, c'è solo un capitano, un capitaaano, c'è solo un capitano…

Roba da far accapponare la pelle, con i diretti interessati a prendersi gli stessi applausi di un tempo, forse persino con un pizzico di tenerezza in più, come accade tra chi si ama e poi si perde, quel lasciarsi con la brace ancora accesa nei ventricoli del cuore.
La Bologna che canta, Morandi in testa, accompagna con la sua chitarra i quasi 20.000 verso lo scoccare della mezzanotte.
Questa notte non ci saranno cenerentole costrette a scappare lasciando sul campo scarpette di vetro.
Le bandiere prendono a sventolare sull'erba ai piedi della Torre di Maratona, dai che ci siamo.
In curva si preparano i fumogeni e gli accendini.
Ci sono -anzi, permettemelo- CI SIAMO proprio tutti.
Cito a caso e in ordine sparso, e chiedo scusa se qualcuno manca all'appello di questa lista: Urb'74, Total Chaos, Caffè 1997 Corrente Bologna, FB 1990, Molle, Via Genova, Cani Sciolti, Mods 1982, Noi di Bologna, Old Fans Bologna, Bologna 1982, Vecchia Guardia, Freak Boys, Tourist Group, Contro Tendenza, CTB2004, Capottati, Saiani, Fedelissimi, Four Cats, Gruppo Croce, Via Azzurra, Barile, Club Giacomo Bulgarelli, Centro Bologna Clubs.

Ok, siamo pronti. Cinque, quattro, tre, due, uno, BUM !
Buon compleanno, caro Bologna. Cento di questi giorni, anche se dieci di questi giorni mi sembrano più che sufficienti per arrivare a quota 1000.
Sembra di essere in un cinema con doppio schermo. Da un lato il fumo colorato della curva, dall'altro i fuochi d'artificio sparati in cielo attorno al logo del centenario. Per chi sta in mezzo è uno spettacolo nello spettacolo, non sai dove guardare, mi giro e mi rigiro come una trottola, disorientato dal calore di una tifoseria e di una città che non hanno mai abbandonato la squadra al suo destino, nemmeno nei momenti più tristi e desolanti. Il Bologna è una fede, vero Barile? Parole sacrosante, le tue, che hai condiviso al mio fianco la festa per gli 80 e quella per i 90. A te va il mio primo pensiero, non potrò mai dimenticare il tuo candore, la passione che mi hai donato.

E mentre gli ultimi botti lasciano una fitta coltre di nebbia bianca in cielo, tutto scompare in mezzo al fumo che arriva dalla curva, e ricordo una vecchia intervista di capitan Bulgarelli dove in un suo intervento dissertava "…alla festa per i cento anni del Bologna non mancherei neanche morto…". Finchè una folata di vento spazza per un attimo la nebbia proprio in "direzione Maratona".
Guarda chi si vede, finalmente eccoti qua. Ti siamo piaciuti, onorevole Giacomino?

Roberto Zerbini

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